La parola a… Antonio Vitale

Catania – Sprechi e contaminazioni dell’ acqua, sviluppo rete fogniaria e impianti di depurazione, inquinamento ambientale e “Case dell’ Acqua Sidra”; sono questi alcuni temi affrontati dal prof. avv. Antonio Francesco Vitale, presidente dell’ azienda Sidra in carica da settembre.


La vostra rete acquedottistica  ha una lunghezza di circa 900 km e  serve circa 100.000 utenze. Quali misure sono state intraprese in questi anni per migliorare l’integrità delle condotte dell’ acqua contro sprechi e contaminazioni?

La rete acquedottistica è parte di un sistema impiantistico molto complesso e articolato. Ci occupiamo non soltanto della distribuzione dell’acqua ai cittadini del sistema metropolitano catanese ma anche del prelievo della risorsa idrica dalle falde dell’Etna attraverso gallerie e pozzi trivellati (galleria Tavolone, galleria Turchio, galleria Consolazione, e  pozzi Fisichelli, Etna Acque, Giusti, Messina e AISA). L’acqua, opportunamente potabilizzata attraverso un processo di dissabbiatura e disinfezione, viene poi trasportata, tramite condotte di adduzione, in 10 serbatoi al servizio dell’area metropolitana, con una capacità complessiva di accumulo pari a circa 150.000 m³. La qualità dell’acqua Sidra è controllata costantemente, ogni anno Sidra effettua sulla propria rete 650 campionamenti, 7.800 misure di parametri. Le acque minerali che compriamo al supermercato hanno un sistema di controlli di gran lunga meno incisivo. Per questo poniamo molta attenzione al controllo della qualità dell’acqua, per renderla assolutamente sicura e gradevole da bere, contribuendo alla riduzione della quantità di rifiuti prodotti e le emissioni di CO2 attraverso la riduzione dell’uso dell’acqua in bottiglie di plastica.

Quali provvedimenti su spreco dell’ acqua e bocche tarate?

Le reti Sidra necessitano di importanti investimenti di ammodernamento e razionalizzazione. La rete del centro storico di Catania ha più di mezzo secolo e purtroppo le dispersioni idriche sono ancora elevate. Per ridurre le perdite idriche, derivanti dalla vetustà di una parte rilevante della rete di distribuzione cittadina, occorrono impegni economici rilevanti, che non possono essere sostenuti mediante aumenti delle tariffe idriche ma richiedono un importante finanziamento pubblico. Il sistema di distribuzione fa rilevare anche dispersioni amministrative, che stiamo riducendo efficacemente attraverso un importante riordino dei rapporti di fornitura. Tra i numerosi interventi ricordo la campagna di volture, che sta per concludersi con un apprezzabile risultato di afflusso di utenti, con cui abbiamo consentito di effettuare la voltura del contratto all’effettivo utilizzatore, estendendola anche alle utenze a bocca tarata, riducendo il costo del contratto di circa il 90% (costo contratto circa € 300, voltura circa € 30). La riduzione delle bocche tarate, attraverso un progetto mirato di trasformazione su iniziativa del gestore, consente di disporre di un sistema di misurazione adeguato rispetto agli indirizzi sul risparmio di cui all’art. 146 della l. 152/06 in materia di risparmio idrico.

Inerente alla problematica delle “Acque Reflue”: quali i progetti dello sviluppo della rete fognaria, e della rete collegata ad un impianto di depurazione?

La rete fognaria attualmente ha una lunghezza di 488 Km, di cui 82 c.d. “bianca”, 148 nera, 258 mista. L’impianto di depurazione può assicurare  il servizio ad una potenzialità di 325.000 abitanti equivalenti, direttamente o mediante il ricevimento degli espurghi attraverso l’impianto di smaltimento dei bottini. Nell’ambito delle iniziative volte a superare i rigori della procedura di infrazione comunitaria “Acque Reflue” SIDRA ha progettato, a supporto del Comune di Catania, il completamento della rete fognaria e l’ammodernamento e il potenziamento dell’impianto di depurazione, per la protezione degli acquiferi e la valorizzazione ambientale, naturalistica  e turistica dell’area metropolitana di Catania. Obiettivo ambizioso è quello di raggiungere entro il 2021, raddoppiando lo sviluppo della rete fognaria, la copertura dell’intero agglomerato di Catania con una rete collegata all’impianto di depurazione con elevati standard tecnologici e di sicurezza. Grande attenzione è posta al riuso delle acque reflue e alle possibilità di riutilizzo, anche per il recupero naturalistico e ambientale di aree periferiche. Al riguardo il gestore dovrà procedere tempestivamente e con una tempistica serrata agli allacci in fognatura di tutte le utenze che oggi non recapitano all’impianto e ciò richiede la massima collaborazione delle istituzioni pubbliche ed uno sforzo organizzativo e procedimentale non trascurabile.

Come è nata l’idea della “casa dell’ acqua” ?  Quali nuovi impianti aprirete a breve?

L’idea è nata per offrire maggiore accessibilità alla risorsa più importante che abbiamo, tramite una iniziativa destinata a fare del bene. In tutti i sensi: dal punto di vista del vantaggio economico per il cittadino , e dal punto di vista dell’impatto ambientale, grazie ad una considerevole riduzione del consumo di bottiglie di plastica. Le fontane funzionanti e che stiamo inaugurando in questi giorni, sicure e facilmente accessibili, anche nelle piazze Montana, Nettuno, Aldo Moro, Eroi d’Ungheria, Repubblica e dell’Elefante, costituiranno un ulteriore punto di incontro e di aggregazione e rappresentano un’opportunità di risparmio concreto oltre che un valido aiuto per l’ambiente. Secondo le stime sulle sei fontane, almeno 13.000 famiglie utilizzeranno assiduamente l’acqua in Comune, incrementando gli oltre 7 milioni di italiani che negli ultimi 4 anni hanno preferito l’acqua del Sindaco o quella del rubinetto che peraltro, a Catania, non hanno nulla da invidiare alle acque minerali più quotate. Queste famiglie, se utilizzeranno l’acqua in Comune e non l’acqua acquistata in bottiglie di plastica, risparmieranno infatti ogni anno dai 200 ai 300 euro, acquistando acqua 0,05/L. Le fontanelle erogheranno complessivamente almeno 2.500.000 l/anno, con conseguente minore dispersione nell’ambiente di 1.750.000 bottiglie di plastica. Tenuto conto che 100 litri di acqua, trasportati in bottiglie di plastica da 1,5 l per un itinerario medio di 100 km determinano un impatto medio di circa 10 kg di CO2, contro i 0,04 kg delle case dell’acqua, l’utilizzo dell’acqua in Comune renderà non necessaria la dispersione nell’ambiente ogni anno di circa 250.000 kg di CO2. Le case realizzate stanno registrando un successo lusinghiero e ciò ci consentirà di programmare la realizzazione di altre, oltre quelle che saranno inaugurate nei prossimi giorni in Piazza dell’Elefante e piazza della Repubblica. Il progetto infatti si finanzia da solo e i proventi registrati sono reimpiegati per mantenere efficienti quelle in funzione e realizzarne altre.


Presidente Antonio Vitale, che ne pensa dell’ inquinamento ambientale?

Viviamo in un ecosistema ambientale nel quale tutti gli esseri viventi interagiscono e ricercano le loro migliori condizioni di vita e di sopravvivenza. L’ecosistema ambientale è sempre in equilibrio con se stesso ma può evolvere determinando condizioni che escludono o minacciano la sopravvivenza di esseri viventi. Assistiamo alla scomparsa progressiva di molte specie vegetali ed animali ed è indubbio che ciò dipenda anche dalla spasmodica ricerca dell’uomo, di migliori sempre condizioni di vita, senza prestare adeguata attenzione a ciò che comporta riguardo al complessivo equilibrio dell’ecosistema. Gli scienziati ci dicono che le future generazioni rischiano di doversi confrontare con un ecosistema ambientale ostile e ciò per eccessiva miopia delle precedenti generazioni. Ciascuno di noi deve fare la propria parte per evitarlo.

Ci parli del progetto dell’Ecomuseo delle “Acque dell’Etna”, promosso da Sidra SpA.

L’ Ecomuseo dell’ Acqua dell’Etna si propone di diffondere la conoscenza di tutti gli aspetti inerenti al mondo dell’acqua: tecnici, storici, culturali, sociali ed ambientali. Su questo comprensorio l’uomo è presente da secoli, grazie alla presenza dell’Acqua dell’Etna ed è proprio mediante il filo conduttore di un bene che è fonte di vita e di sviluppo ci propiniamo di documentare, recuperare e interpretare la memoria storica, la vita, le figure e i fatti, la cultura materiale e immateriale, le relazioni fra ambiente naturale e ambiente antropizzato, le tradizioni, le attività, le pratiche di vita e di lavoro e le produzioni locali, nonché il modo con cui gli insediamenti e le opere dell’uomo hanno caratterizzato la formazione e l’evoluzione del paesaggio e del territorio dall’Etna allo Jonio. La prospettiva dell’ecomuseo è quella di orientare lo sviluppo futuro del territorio in una logica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, di responsabilità e di partecipazione dei soggetti pubblici e privati e dell’intera comunità locale.

Rocco Angelico

 

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