L’Etna del vino tra mercati globali, nuove generazioni e accoglienza: a Linguaglossa si discute il futuro del territorio
Linguaglossa CT – La costante ascesa della vitivinicoltura etnea, il consolidamento della sua affermazione sui mercati internazionali e l’urgenza di coniugare redditività economica, salvaguardia del paesaggio e ricambio generazionale aprono una fase cruciale per il futuro del territorio. Un percorso virtuoso in cui la capacità di innovare i modelli imprenditoriali e ridefinire l’accoglienza assume un ruolo strategico, senza mai disperdere il legame profondo con quel patrimonio storico, culturale e produttivo che ha reso l’Etna un riferimento di eccellenza nel panorama enologico mondiale.
È attorno a queste coordinate che prenderà vita il convegno “Il Fenomeno Etna, tra radici storiche, mercati globali e nuova accoglienza”, in programma venerdì 23 ottobre alle ore 17 a Linguaglossa. L’iniziativa, promossa dal Comune e fortemente voluta dal sindaco avv. Luca Stagnitta per inaugurare la nuova stagione dei grandi confronti del centro etneo, darà vita a una tavola rotonda corale: vignaioli, docenti universitari e protagonisti della ricerca si alterneranno per tracciare la rotta di un ecosistema vinicolo in rapida trasformazione, chiamato a tradurre la propria straordinaria visibilità in valore durevole e sostenibile.
Il confronto prenderà le mosse dal valore delle origini e dalla capacità del territorio di affrontare le trasformazioni del settore, con particolare attenzione al rapporto tra tradizione, ricambio generazionale e nuove competenze imprenditoriali. Un percorso di riflessione al quale contribuiranno Pietro Russo, Master of Wine, Francesco Cambria, presidente del Consorzio Etna DOC, e Gioacchino Pappalardo, professore del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, portando prospettive differenti sulle dinamiche produttive, sull’evoluzione della denominazione e sulle sfide che attendono le nuove generazioni del vino. Tra gli aspetti più innovativi dell’incontro, l’approfondimento dedicato alle applicazioni della realtà virtuale nel settore vitivinicolo, con il contributo di Carmelo M. Vicario, professore ordinario di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive dell’Università di Messina, e Francesca Ferraioli, ricercatrice in Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive dello stesso ateneo.
Attraverso un visore Oculus, i partecipanti potranno sperimentare un percorso immersivo che riproduce la visita all’interno di una cantina, consentendo di esplorarne virtualmente gli ambienti e di percepire la sensazione di trovarsi fisicamente nel luogo di produzione. Un’applicazione che introduce nuove prospettive nel rapporto tra aziende e consumatori, estendendo l’esperienza enoturistica oltre i confini geografici e fisici della cantina. Per le imprese, questa tecnologia può rappresentare uno strumento di marketing esperienziale, capace di integrare la promozione e la commercializzazione dei vini con una conoscenza più diretta dei luoghi di origine. La possibilità di acquistare e ricevere una selezione di etichette a domicilio, accompagnandone la degustazione con una visita virtuale agli spazi aziendali, apre a modalità di relazione con il consumatore che superano la tradizionale separazione tra vendita online ed esperienza in cantina.
Accanto alla dimensione commerciale emerge quella sociale. Le tecnologie immersive possono contribuire a rendere l’enoturismo più inclusivo, offrendo anche a persone con difficoltà motorie o con limitate disponibilità economiche l’opportunità di conoscere una realtà vitivinicola senza affrontare i costi e le difficoltà di uno spostamento. Un approccio che non intende sostituire l’esperienza diretta, ma ampliare le possibilità di accesso al patrimonio enologico e culturale, valorizzando la tecnologia come strumento di partecipazione.
Il dibattito proseguirà con Gina Russo, presidente della Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, Aurora Ursino presidente ONAF Catania, Graziano Nicosia, consigliere di Assovini Sicilia, e Serena Costanzo di Generazione Next, e la partecipazione di Serena Cacciola, ampliando la riflessione alla competitività del brand Etna sui mercati globali e alle prospettive di un’accoglienza sempre più attenta alla sostenibilità. La capacità delle imprese di consolidare il proprio posizionamento internazionale si intreccia infatti con la salvaguardia del paesaggio vitivinicolo, la valorizzazione del turismo lento e la necessità di promuovere modelli di sviluppo che sappiano preservare l’identità del territorio. A moderare i lavori sarà Paolo Li Rosi, direttore di Culture & Terroir.
Pietro Russo, Master of Wine, metterà a disposizione la propria consolidata esperienza internazionale quale figura di spicco dell’enologia globale, forte anche della straordinaria testimonianza maturata con il progetto di recupero di vigne antiche nello Stagnone di Marsala – condotto insieme ad altri due Master of Wine italiani, Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi – per sottrarre all’oblio e al degrado un patrimonio paesaggistico e viticolo identitario di inestimabile valore, restituendogli dignità e futuro. Nel solco della vocazione del centro etneo come fucina di confronto, l’incontro metterà quindi a dialogo le voci autorevoli del vino, dell’università e dell’innovazione. Un tavolo di lavoro aperto per decifrare le mutazioni in atto e disegnare le strategie di un territorio che non vuole limitarsi a essere un fenomeno di tendenza, ma intende consolidare una leadership enologica consapevole, lungimirante e coesa.
L’appuntamento di Linguaglossa, intende restituire una lettura articolata del fenomeno Etna, nella consapevolezza che il valore di un territorio vitivinicolo si misura oggi non soltanto attraverso la qualità e il riconoscimento dei suoi vini, ma anche nella capacità di costruire modelli di sviluppo sostenibili, rafforzare il dialogo tra generazioni e individuare nuove forme di relazione con il pubblico. Una prospettiva nella quale tradizione e innovazione non rappresentano dimensioni contrapposte, ma componenti complementari di una stessa visione di futuro.

