ACIni diVINI 2026 incorona Ansaldi con il Premio Salvo Di Bella

Acireale (CT) – Il valore della memoria che si fa innovazione: si è chiusa con un grande successo di pubblico la quinta edizione di ACIni diVINI – Premio Salvo Di Bella, ospitata sabato 22 agosto nello scenario di Piazza Duomo. Organizzata da AIS Catania in collaborazione con il Comune di Acireale e l’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, la serata ha celebrato il passaggio di testimone tra le generazioni del vino siciliano, accendendo i riflettori su produttori e sommelier pronti a guidare il territorio verso il futuro.

Il viaggio nei calici si è aperto sotto il segno delle bollicine dell’Etna. A guidare il pubblico nel primo sorso della serata è stata la maestrìa del sommelier Antonio Grasso, che ha aperto la degustazione intrecciando il racconto tecnico ed emozionale del Sosta Tre Santi Etna 60 mesi Brut 2019. Insieme a Graziano Nicosia sul palco, il sommelier ha trasformato la prima etichetta di Tenute Nicosia in una vera lezione di stile e territorialità, dando il via ufficiale al percorso enologico della serata. Successivamente, in ordine di degustazione, è stato invitato sul palco Giorgio Ansaldi, presentato dal sommelier Luca Caracciolo, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta della Cuvée di Famiglia Brut e di una storia nella quale il legame con le proprie radici diventa il punto di partenza per costruire una nuova prospettiva. Il terzo incontro ha visto la sommelier Francesca Scoglio presentare il Cristo di Campobello Rosato 36 mesi Extra Brut 2021. La cantina Tenute Lombardo è stata introdotta dalla sommelier Rita Gurrieri per la degustazione di un Grillo D’Altura 2025. A seguire, il sommelier Gioele Micali ha presentato Concetta D’Alessandro della Tenuta Alessandro di Camporeale, con il vino Mandranova Monreale Bianco 2024. La degustazione è proseguita con la sommelier e giornalista Chiara Russo, che ha presentato l’azienda Giovanni Rosso con Ester Canale Etna Bianco 2024. In seguito, sul palco è salita la sommelier Laura Maccarrone per presentare l’azienda Serafica, terre di olio e di vino, rappresentata da Andrea Serafica, per l’assaggio delle bottiglie Versante Sud Etna Bianco 2021. A seguire, i partecipanti hanno potuto degustare il Perricone Perripò 2023 dell’azienda Caruso & Minini, accompagnati dal sommelier Andrea Sciò. Ancora sul palco e nei calici dei presenti è arrivato il vino Rosso del Conte 2020 della cantina Tasca d’Almerita, presentato dallo storico sommelier Orazio Di Maria. Per chiudere, il sommelier Mario Galvagna ha introdotto la Grappa di Zibibbo della distilleria Giovi.

Fuori concorso, i partecipanti hanno potuto degustare anche il vino dell’azienda Fiandaca, un nerello mascalese al 100% delle Vigne Barbagallo presentato sul palco dalla giornalista e sommelier Chiara Russo con la presenza del produttore Roberto Barbagallo. Insieme a Maria Grazia Barbagallo, responsabile sommelier di AIS Catania, il primo cittadino ha dialogato sul delicato equilibrio tra memoria e futuro, tra rispetto delle tradizioni e introduzione di nuove colture. Un calice che racchiude la storia di un territorio e la tenacia di chi ha scelto di non abbandonarlo: questo vino nasce infatti da un autentico gesto d’amore per la propria terra e dalla volontà di recuperare un piccolo terreno di famiglia. Attraverso il ritorno alla vite, si sostiene così un’idea di agricoltura capace di dialogare con l’ambiente e di contribuire alla salvaguardia di un paesaggio prezioso, oggi chiamato a confrontarsi con le sfide dei cambiamenti climatici. Un fuori programma d’eccezione che ha regalato ai presenti la degustazione di un’etichetta straordinaria, capace di coniugare identità, sostenibilità e innovazione.

A conquistare il Premio Salvo Di Bella 2026 è stata l’azienda vitivinicola Ansaldi, interprete del concept Generazione Vino – Radici e Futuro. Il riconoscimento è arrivato attraverso il voto del pubblico, chiamato ancora una volta a essere parte attiva della manifestazione e a scegliere la realtà capace di interpretare con maggiore forza i valori al centro dell’edizione: identità territoriale, visione generazionale, innovazione, capacità di comunicare il vino e responsabilità verso ambiente, persone e comunità. L’evento ha pertanto restituito uno spaccato ampio e articolato della produzione siciliana, attraverso le etichette di Serafica, Tasca d’Almerita, Cristo di Campobello, Caruso & Minini, Tenute Nicosia, Alessandro di Camporeale, Tenute Lombardo, Tenuta Montedolce – Giovanni Rosso, nonché la Distilleria Giovi, novità dell’edizione 2026, che ha portato per la prima volta la grappa ad ACIni diVINI.

Il racconto nel calice ha trovato la sua naturale prosecuzione nella gastronomia con la “Crudo & Ananas” di Giuseppe Pavone per Magatama, il finto involtino di pesce spada alla messinese de Le Cucine del Gusto – CentOnze, le specialità artigianali del Panificio San Salvatore e, in chiusura, la granita mandorla e cannella del Bar Kennedy, firmata da Ghassen Boumellah, insieme alla brioche col tuppo di SiculaBrioche. A legare i diversi momenti della serata, il ricordo di Salvo Di Bella, attraverso le immagini e la testimonianza di chi ne ha condiviso il percorso umano e professionale. Un momento che ha riportato al centro lo spirito con cui nasce il Premio e il segno lasciato da Salvo nel modo di conoscere, comunicare e vivere il mondo del vino.

Angelico/Arena