Etna Wine Forum. Master Class alla scoperta del vino Cirò: un viaggio nell’eleganza del vitigno Gaglioppo, Magliocco e Greco Nero

BIANCAVILLA (CT) – Una masterclass per riscoprire un’autentica perla della viticoltura calabrese. Nell’ambito dell’Etna Wine Forum 2025, si è tenuto un approfondimento dedicato ai vini del Consorzio del Cirò, moderato da Domenico Pate, presidente delegazione regionale Calabria FIS insieme ad Agata Arancio, vicepresidente della F. I. S. (Fondazione Italiana Sommelier) Sicilia. Un percorso di degustazione che ha guidato i partecipanti attraverso otto espressioni d’eccellenza di questo storico territorio, puntando i riflettori sulla versatilità e il carattere sopratutto del vitigno Gaglioppo, ma anche Magliocco e Greco Nero.

L’incontro è stato un vero e proprio viaggio enologico nel Litorale del Marchesato, tra i vigneti che si affacciano sullo Ionio. Domenico Pate ha illustrato le peculiarità del terroir del Cirò, sottolineando come l’incontro tra il clima mediterraneo, la brezza marina e i suoli calcarei-argillosi doni ai vini un’identità unica, contraddistinta da tannini nobili e una vibrante acidità; descrivendo così un percorso sensoriale passando dalla giovane espressività alla complessità delle riserve. Il percorso di degustazione ha offerto quindi una panoramica completa delle diverse anime del Cirò Rosso Classico Superiore, partendo dalle annate più recenti per approdare a riserve di grande struttura.

Ad aprire la degustazione due espressioni dell’annata 2022: il Cirò Rosso Classico Superiore di Enotria, con il suo frutto rosso fresco e un carattere immediato, e l’Arciglione di Cataldo Calabretta, già più strutturato e rappresentativo di un’interpretazione di spessore. Il focus si è poi spostato sulle Riserve, che per regolamento devono invecchiare almeno due anni prima di essere messe in commercio. Dalla Riserva Lice 2022 di Caparra & Siciliani alla celebre Riserva Duca Sanfelice 2022 di Librandi, considerata un’icona della denominazione, è emerso un affascinante racconto di stili diversi. L’evoluzione del vitigno è stata palpabile assaggiando le annate precedenti: la Riserva 2021 di Vigneti Vumbaca, la Riserva Colli del Mancuso 2021 di Ippolito 1845, fino ad arrivare alla maggiore complessità della Riserva Don Raffaele 2020 di Baroni Capoano, che ha mostrato i primi sentori di evoluzione. A chiudere in bellezza, la Riserva Arcano 2019 di Senatore Vini, che con la sua età ha dimostrato tutta la capacità di invecchiamento del Gaglioppo, sfoggiando un bouquet in cui al frutto maturo si univano note balsamiche e di spezie dolci. (visto anche l’affinamento prima in acciaio, poi in barrique ed infine in botti di media grandezza negli ultimi due anni …ndr). “Attraverso questo percorso verticale e trasversale – hanno spiegato i moderatori – abbiamo voluto dimostrare come il Cirò non sia un vino monolitico, ma anzi, capace di esprimere una grande varietà di sfumature. Il Gaglioppo, quando allevato e vinificato con perizia, sa coniugare potenza ed eleganza, bevibilità e struttura, regalando emozioni autentiche”.

La masterclass ha quindi centrato un duplice obiettivo: da un lato, ha offerto una panoramica tecnica e sensoriale di alto livello, dall’altro ha contribuito a sfatare vecchi cliché, presentando il Cirò come un vino moderno, complesso e perfettamente in grado di dialogare con il panorama enologico nazionale e internazionale; peraltro in un momento storico per Cirò e per la Calabria dove il Cirò Rosso Riserva diventa DOCG (DOP) con il nome di Cirò Classico.

RoAn