Vinimilo. Il convegno “Milo, il carricante e l’Etna bianco superiore: contrade, produttori, biodiversità, sostenibilità” riflette sul futuro del vino etneo
Milo (CT) – In occasione della quarantaseiesima edizione della ViniMilo, la serata di sabato 29 agosto ha visto le Cantine Iuppa diventare la cornice dell’atteso appuntamento intitolato “Milo, il Carricante e l’Etna Bianco Superiore: contrade, produttori, biodiversità, sostenibilità”, organizzato in stretta collaborazione con l’AIS Sicilia, un incontro per parlare di contrade, produttori, biodiversità e sostenibilità, con una degustazione finale di circa 20 etichette di vini prodotti nel territorio.
Come ricordato dalla sindaca, Maria Aurora Catalano, la ViniMilo rappresenta la più longeva manifestazione del vino in Sicilia. L’iniziativa ha preso il via alle ore 18:30 sotto la conduzione di Ugo Nicosia, Direttore Marketing di Cantine Iuppa, che ha moderato il dibattito focalizzandosi sul profondo legame tra la viticoltura e il territorio vulcanico. L’enologo Marco Nicolosi ha evidenziato la peculiarità del terreno, sottolineando come in questo territorio vi sia una quota maggiore di argilla, quasi assente in tanti altri suoli dell’Etna, condizione ideale in cui il Carricante ha trovato la sua casa per dar vita a una storia vitivinicola dalle radici non solo secolari, ma addirittura millenaria. A rafforzare il concetto di identità territoriale è intervenuto Salvo Foti, il quale ha ricordato che ci si trova di fronte a un paesaggio unico ed è fondamentale anteporre il luogo di Milo rispetto alla sola tecnica, poiché, sebbene si possano trasferire il Carricante e il know-how, l’unica cosa che non si può trasferire è proprio il territorio. Sull’aspetto viticolo si è soffermato l’enologo Federico Curtaz, spiegando che l’agronomia incide in maniera determinante se si riesce ad arrivare a un equilibrio, mantenendo un rapporto logico tra l’apparato fogliare e la giusta quantità di uva prodotta per quell’apparato.
Dal canto suo, Maria Grazia Barbagallo, Vice Presidente di AIS Sicilia, ha voluto porre l’accento sulla composizione del tessuto produttivo etneo, ricordando che non ci sono solo i grandi produttori di vino, ma l’Etna è fatta anche di piccoli produttori che raccolgono l’essenza stessa del territorio, motivo per cui venire a Milo, degustare il vino e raccontarlo nel modo giusto è la cosa più importante. Al dibattito hanno preso parte con i loro contributi anche Orazio Di Maria, Referente per la guida Vitae Sicilia, Maurizio Lunetta, Direttore del Consorzio Etna Doc, Aldo Lorenzoni, Fondatore di G.R.A.S.P.O., ed Edoardo Ventimiglia, Presidente del Consorzio Bianco di Pitigliano e Sovana DOC. Al termine del momento istituzionale, la serata è proseguita con l’apertura del banco d’assaggio, durante il quale i partecipanti hanno potuto degustare circa venti etichette di vini prodotti a Milo, accompagnati da un raffinato light dinner.
L’appuntamento del 29 agosto rappresenta uno dei momenti centrali della storica rassegna ViniMilo, promossa dal Comune di Milo per valorizzare un patrimonio vitivinicolo unico nel suo genere. Milo vanta infatti un primato esclusivo sul vulcano: è l’unico comune della zona in cui le uve Carricante, grazie alla straordinaria combinazione di suoli vulcanici ricchi di ceneri, forti sbalzi termici ed elevata piovosità, possono dare vita alla denominazione “Etna Bianco Superiore DOC”. A fare da sfondo all’incontro è stata l’azienda vitivinicola Cantine Iuppa, situata in Contrada Salice tra i 530 e i 750 metri di altitudine. In un paesaggio caratterizzato da suggestivi terrazzamenti condotti con muretti a secco in pietra lavica e dalla presenza di un antico palmento dell’Ottocento, la cantina custodisce vigneti coltivati in regime biologico con il metodo tradizionale dell’alberello etneo, compresa una rara porzione di vigna a piede franco e piante secolari. Tra innovazione e rispetto delle tradizioni, la sinergia tra la ViniMilo e le realtà virtuose del territorio conferma come Milo si affermi sempre di più come la capitale del grande bianco vulcanico mediterraneo.
R.Angelico




































