Confindustria Catania festeggia il centenario convocando la 100ª Assemblea pubblica.

Catania – Confindustria Catania ha festeggiato il centenario convocando la 100ª Assemblea pubblica, intitolata “Made in Confindustria Catania – L’identità del territorio”. L’appuntamento, organizzato al Conservatorio “Vincenzo Bellini”, ha ripercorso un secolo di storia industriale con esponenti delle istituzioni europee, nazionali e regionali, insieme alle più importanti realtà imprenditoriali della città. Ad aprire il prestigioso evento è stato Carmelo Galati, presidente del Conservatorio e moderati da Roberto Chinzari, giornalista del Tg1 Rai.


I lavori si sono aperti con l’intervento della presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi Ferruzzi: “Cento anni non sono un numero, sono il lavoro, le intuizioni e le decisioni di chi è venuto prima di noi e ha costruito qualcosa che ha resistito nel tempo. La nostra è la storia di una comunità che ha saputo attraversare momenti difficili, rinnovarsi e andare avanti, mantenendo sempre forte il legame con il territorio”. La presidente ha anche condiviso una nota personale: “Ho investito in Sicilia negli anni Sessanta, quando scegliere il Sud voleva dire fare una scommessa seria. Era una scelta che richiedeva fiducia e quella fiducia, qui, ha trovato risposta. Questa terra ci ha accolti. Oggi dobbiamo ritrovare l’orgoglio di appartenere a questa terra. Senza retorica, con lucidità. Catania è proprio questo: una comunità di imprese che continua a costruire sviluppo, lavoro e futuro”. Da Bruxelles è arrivato il videomessaggio del vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto: “Cento anni di storia significano un secolo di impegno, di capacità imprenditoriale, di lavoro e di contributo concreto alla crescita economica e sociale. Il ‘Made in Confindustria Catania’ richiama una dimensione che considero fondamentale: il legame tra sviluppo economico, identità e territorio”.


Fitto ha sottolineato l’importanza della strategia comunitaria per il rilancio delle aree insulari: “Catania e la Sicilia rappresentano un esempio importante di come tradizione, innovazione e capacità imprenditoriale possano convivere. Per questo attribuisco particolare importanza alla prima strategia europea per le isole, che è stata da poco approvata su mia iniziativa. La nostra ambizione è trasformare l’insularità da vincolo strutturale a vantaggio competitivo. Stiamo inoltre lavorando a una nuova strategia sul ‘diritto di restare’, affinché i giovani possano scegliere di costruire il proprio futuro nelle comunità in cui sono nati e cresciuti”. È intervenuto poi il sindaco di Catania, Enrico Trantino: “Sono 100 anni che coincidono con un momento di grande vigore dell’industria catanese, soprattutto di un’ampiezza di prospettive che forse non erano immaginabili fino a una decina di anni fa”, ha detto il primo cittadino. La mattinata è entrata nel vivo con la presentazione del libro celebrativo realizzato dall’Associazione “La forza delle imprese: un secolo di Confindustria Catania”. A illustrarne i contenuti è stato Antonio Calabrò, presidente della Fondazione Assolombarda e Museimpresa. A seguire, il panel dedicato ai “Marchi storici” ha dato voce alle radici profonde dell’imprenditoria etnea attraverso le testimonianze di realtà iconiche come Caffè Torrisi, rappresentata da Giuseppe Basile; Navimec, con il past president di Confindustria Catania Antonello Biriaco; Acque di Casalotto, rappresentata da Domenico Bonaccorsi. E ancora, Sibat Tomarchio, raccontata dalla stessa presidente Maria Cristina Busi Ferruzzi, e Dolfin, con Santi Finocchiaro.


Il focus si è poi spostato su “Infrastrutture tra passato e presente”, con i contributi di Daniela Aprea, direttrice Infrastructure BIM Management & Project Control di Fs Engineering, Pierluigi Incastrone, dirigente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale e Nico Torrisi, ad di Sac. Prima di dare spazio alle realtà più tecnologiche del territorio, è intervenuto il rettore dell’Università degli Studi di Catania, Enrico Foti. “Investire in Sicilia vuol dire investire sul futuro della Regione”, ha dichiarato, augurando poi a Confindustria “un ulteriore compleanno insieme ai laureati e agli studenti dell’Università di Catania”. Il suo discorso ha anticipato l’ultimo panel, “Catania che innova e brevetta: le radici del nostro futuro”. Protagonisti del dibattito sono stati il vicepresidente vicario di Confindustria Catania Franz Di Bella, ceo e founder di Netith, Anna Leonardi per STMicroelectronics, Miriam Pace per Plastica Alfa.


Nel corso dell’assemblea è intervenuto il Presidente della Regione Renato Schifani. “Il risanamento dei conti pubblici, il dinamismo del territorio e la crescita infrastrutturale hanno fatto sì che la nostra Regione non sia più considerata una periferia da assistere, ma una piattaforma strategica del Mediterraneo nella quale investire – ha detto il governatore. Cento anni di impresa sono un patrimonio imprenditoriale che costituisce una delle principali risorse della Sicilia. Celebrare questo anniversario significa rendere omaggio e ringraziare le generazioni di imprenditori che hanno contribuito alla crescita economica e civile della città e dell’intera regione. La storia di Confindustria Catania dimostra come il mondo delle imprese abbia saputo bene interpretare e vincere questa sfida”. Nel giorno in cui l’Associazione ha festeggiato i suoi 100 anni, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, presente all’ evento ha voluto celebrare l’impegno degli industriali catanesi: “Identità e innovazione sono i binari su cui cresce il Paese. A Catania l’identità storica si coniuga con investimenti massicci nell’agritech, nell’economia digitale e nella chimica green. Catania può davvero aspirare a diventare la Milano del Sud, grazie agli investimenti già compiuti e alla prossima operazione di privatizzazione del suo scalo. La Sicilia può essere la piattaforma logistica aeroportuale dell’Europa nel Mediterraneo, attrarre più turisti e investitori stranieri, così da sviluppare appieno la tecnologia green su cui già ha una leadership europea”.

RoAn