Il ‘Giorno della Memoria’ con un’iniziativa volta a far riflettere i cittadini

Aci Sant’ Antonio CT – Dopo l’iniziativa del 27 gennaio dello scorso anno, con il ‘Manifesto della razza’ bucato dalle parole di Liliana Segre e affisso per le vie di Aci Sant’Antonio, il sindaco della Città del Carretto, Quintino Rocca, torna a celebrare il ‘Giorno della Memoria’ con un’iniziativa volta a far riflettere i cittadini.

Pertanto un nuovo manifesto è stato affisso negli appositi spazi comunali, un’immagine che prende spunto dalle prime pagine dei quotidiani e che riporta, come fosse un articolo, il titolo Tutto ha inizio con un ‘innocuo’ rastrellamento. Subito sotto, un testo che racconta delle ‘tragedie che l’uomo infligge all’uomo’ e che, chiarendo la definizione di ‘genocidio’ presente nell’articolo 2 della Convenzione ONU, cita Anna Politkovskaja e la cosiddetta ‘apatia politica’ dei cittadini di fronte ai drammi della deportazione (col famoso testo ‘Prima vennero a prendere i comunisti’ del pastore Niemöller, poi attribuito a Brecht). All’interno, poi, immagini forti, dai bambini internati ad Auschwitz al genocidio armeno del 1913, dall’arresto del bambino a Minneapolis, di qualche giorno fa, al bambino mutilato a Gaza e immortalato nello scatto vincitore del World Press Photo del 2025, fino al tristemente famoso ‘Holodomór’ ucraino del 1932.

“Oggi ricordiamo la Shoah – spiega Rocca – il genocidio perpetrato dalla Germania Nazista, a cui aderì anche l’Italia Fascista, nei confronti degli ebrei, e lo facciamo soffermandoci sul termine ‘genocidio’, che si riferisce ad atti compiuti con l’intento di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, torturando o uccidendo, o impedendone le nascite all’interno, o trasferendo forzatamente i bambini del gruppo a un altro gruppo. Quello degli ebrei purtroppo non è l’unico genocidio della storia, e nemmeno l’ultimo, dato che tanti ancora sono in corso. Abbiamo scelto quindi di citarne alcuni, affinché ricordare non sia un gesto fine a se stesso: il genocidio armeno o quello ucraino del Trentadue, ad esempio, ma ci sarebbe anche quello dei nativi americani, lo sterminio dei rom e sinti, il genocidio in Guatemala, quello curdo… I genocidi non avvengono mai per caso o all’improvviso: esistono dei prodromi, eventi che preannunciano le deviazioni totalitarie, eventi che possono apparire innocui come ‘innocuo’ può essere un rastrellamento per garantire l’ordine e la sicurezza. Il male è banale, l’orrore è semplice e inizia sempre da cose semplici. Ed è per questo che ha un senso ricordare.