Il trionfo di Bianchi di Sicilia conquista il cuore della città
Catania – Un viaggio tra calici d’eccellenza, cultura e incontri ravvicinati con i produttori nel cuore della città, con il suggestivo scenario di Piazza Università trasformata in un salotto enologico, si è chiusa la quarta edizione di “Bianchi di Sicilia – Il sole nel calice”. La kermesse, andata in scena il 18 e 19 settembre, ha animato i luoghi simbolo del centro storico celebrando l’identità e la straordinaria vitalità del vino bianco isolano.
Un’edizione che ha registrato 2500 presenze, con oltre 130 cantine, più di 700 etichette in degustazione e tre masterclass sold out. Numeri che confermano la crescita di una manifestazione nata attorno alla ricchezza della produzione del vino bianco dell’Isola e che, anno dopo anno, ha allargato lo sguardo ai temi che attraversano il presente e il futuro del vino siciliano. Organizzata da Ais Catania con la direzione di Maria Grazia Barbagallo e Ais Sicilia, Piazza Scammacca e SullaLuna con Nicola Vitale e Stefano Vitale, in collaborazione con Expo di Barbara Mirabella e Marco Mirabella, e con il patrocinio dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, della Camera di Commercio, del Comune di Catania e dell’Università degli Studi di Catania, l’edizione del 2026 ha messo insieme degustazioni, approfondimenti, cultura, concorsi e intrattenimento, coinvolgendo anche i bambini e chi ha scelto di vivere la manifestazione oltre l’esperienza dell’assaggio. Sabato 19 settembre Bianchi di Sicilia è entrato nel cuore della città. Dalle 17.30 Piazza Università si è trasformata in un grande salotto del vino a cielo aperto: oltre 130 cantine e più di 700 etichette, produttori provenienti da diverse aree dell’Isola, sommelier e un pubblico che ha animato la piazza per tutta la serata. Ai banchi, l’assaggio è diventato anche occasione di incontro diretto con i produttori e di scoperta delle diverse identità territoriali e stilistiche del vino bianco siciliano.
Grande partecipazione anche per le tre masterclass, tutte sold out, che hanno approfondito il racconto attraverso prospettive differenti. L’olio siciliano ha conquistato per la prima volta uno spazio specifico con “Olio di Sicilia: fra tradizione e futuro” nonché le tanto attese master class sui vini bianchi “L’Oro bianco di Borgogna: da Chablis a Meursault” con l’approfondimento tra geografie e stili dello Chardonnay francese con intruso spiegato dai sommelier Ais Antonio Grasso e Gioele Micale e “I Vintage di Sicilia” che ha riportato l’attenzione sull’Isola attraverso grandi annate che hanno permesso di leggere nel calice l’evoluzione dei vini e della stessa produzione siciliana curato dai sommelier AIS Francesca Scoglio e dal marito Salvo Spampinato. Ma l’evento Bianchi di Sicilia non si è fermato al vino. Piazza Università e Palazzo degli Elefanti hanno accolto libri, fotografia, incontri e laboratori. Laura Donadoni ha presentato “Intrepide. Storie di donne, vino e libertà”, mentre Angelo Iuppa ha raccontato “Lavi, Figlio di Nessuno” entrambi moderati dalla giornalista e sommelier AIS Chiara Russo. La mostra fotografica e il talk di Emilio Messina, i workshop creativi per adulti, le attività in inglese e Art&Craft dedicate ai bambini e la musica jazz a cura di Giuseppe Privitera hanno completato un programma pensato per coinvolgere la città anche oltre la dimensione strettamente enologica.
Prima ancora che Piazza Università si riempisse di calici e appassionati, Bianchi di Sicilia aveva già acceso il confronto sul vino. La mattina del 19 settembre, a Piazza Scammacca, il 2° Concorso Enologico Bianchi di Sicilia ha riunito i sommelier Ais, giornalisti, chef, ristoratori ed esperti agronomi in un panel nel quale professionalità e sensibilità differenti si sono incontrate nell’assaggio dei vini in gara. Un confronto pensato per far emergere qualità, identità territoriale e capacità espressiva dei bianchi dell’Isola, culminato in serata con la premiazione in Piazza Università e la proclamazione delle etichette che si sono distinte nell’edizione Bianchi di Sicilia 2026.
Il prestigioso riconoscimento per il Top Catarratto ultima annata (2025) è stato assegnato alle Tenute Lombardo con il loro Catarratto d’Altura 2025, mentre per il Top Grillo ultima annata (2025) si è imposto il Gurrieri Grillo 2025. Per la categoria Top vari vitigni ultima annata (2025) trionfa Costantino Wines con Ciuco 2025, e per il Top Etna Doc ultima annata (2025) il premio va a Cantine Patria per Sensi 2025. Spostandoci sulle menzioni speciali dell’ultima annata, il premio come Innovativo va a Ramaddini con il Livanti Moscato di Noto 2025, quello per la categoria Piacevole se lo aggiudica Feudo Montoni con il Catarratto Maso 2025, e il riconoscimento come Gastronomico spetta a Rapitalà con il Viviri 2025 Grillo. Passando alle annate precedenti, il premio Top Catarratto premia Castellucci Miani con lo Shiarà 2023, il Top Grillo va a Francesco Intorcia con il Vignarara 2024, il Top vari vitigni premia le Tenute Cuffaro con il Filippo II Insolia 2020, e il Top Etna Doc va a Tenute Nicosia con il Contrada Monte Gorna Vecchie Viti 2021. Per le categorie speciali delle annate precedenti, il premio Innovativo è di Giasira con il Grillo 2024, il Piacevole va a Tenuta dei Ciclopi con il Galatea Etna 2023, e il Gastronomico spetta alle Tenute Ballasanti con Donna Manuela 2023. Infine, il massimo riconoscimento per il Punteggio TOP assoluto è stato conquistato da Tenute Nicosia con il Contrada Monte Gorna Vecchie Viti 2021.
Tra le novità più partecipate di questa edizione il Premio della Giuria Popolare 2026 a cura di Catania da Mangiare che ha portato il pubblico direttamente dentro il racconto di Bianchi di Sicilia. Tra un assaggio e l’altro, ai banchi di Piazza Università sono stati gli stessi wine lovers a scegliere il vino capace di conquistarli di più, trasformando la degustazione in un momento di partecipazione e condivisione. A raccogliere il maggior numero di preferenze è stata Cantine Sava, premiata al termine della serata tra gli applausi della piazza. Due giorni intensi che hanno consacrato Catania a capitale indiscussa del vino siciliano. Tra premi assegnati, banchi d’assaggio affollati e il calore del pubblico, Bianchi di Sicilia chiude i battenti confermandosi molto più di una manifestazione: una vetrina d’eccellenza per raccontare il futuro e la straordinaria vitalità delle produzioni bianche dell’isola.
Rocco Angelico


















































