La Giunta con il Sindaco Trantino: “Offese inaccettabili, rispetto per la Patrona”
Catania – La Giunta comunale critica gli attacchi al sindaco e chiarisce: “Gli assessori della Giunta comunale di Catania esprimono piena solidarietà al Sindaco Enrico Trantino per i vergognosi attacchi social ricevuti durante le celebrazioni per il nono centenario del ritorno delle spoglie di Sant’Agata. Il bacio alla reliquia della Patrona – compiuto su invito dell’Arcivescovo e alla presenza del Cardinale Pietro Parolin- è un naturale atto di devozione e rispetto, condiviso con le più alte autorità ecclesiastiche e radicato nell’identità della nostra comunità. Le invettive rivolte al Primo Cittadino sono frutto di una strumentalizzazione malevola e inaccettabile. In un momento storico straordinario, il Sindaco ha rappresentato tutti i catanesi con sincerità e commozione. La Giunta al completo è al suo fianco nel percorso di rinnovamento della città e si stringe attorno a Sant’Agata, simbolo e guida della nostra comunità” .
Enrico Trantino spiega attraverso i social: “Non è stato solo un evento. Viviamo con intensità anniversari, compleanni. Ma poi ti capita di vivere un centenario (il nono), che celebra il ritorno da Bisanzio delle reliquie della nostra Agata; di quelle spoglie che ci rendono più vicini alla nostra Santa Patrona, perchè segni tangibili della sua esistenza. E nella lunghissima processione dalla rotatoria del Rotolo a piazza Duomo, cogli il significato del legame; di quello stare insieme che aiuta a affrontare ogni difficoltà e a essere migliori. Come vorresti fosse ogni giorno, sapendo cha una città è solo la somma dei comportamenti di tutti.
Innanzi alla Cattedrale, il cardinale Parolin, delegato dal Papa, per testimoniare la vicinanza della Chiesa alla nostra Comunità, a officiare lo straordinario rito. Poi accade che il nostro Arcivescovo, prima che il cranio di Agata fosse riposto nel busto, da cui non era stato più rimosso negli ultimi sessant’anni, me lo porge perché lo baciassi. Capisci che lì non sei solo un uomo; ma ciascuno dei cittadini che rappresenti. E ti senti schiacciato dal peso del ruolo, dal timore che stai usurpando il desiderio di tutti, di avere il contatto più ravvicinato che si possa desiderare con Agata. L’emozione ti afferra, e vorresti trasferirla a ciascun concittadino. Non so se basta una foto. Ma lì non ero solo io”.

