L’entroterra campano incanta “Grappoli”: masterclass tra Taburno e Taurasi

Belpasso (CT) – Se la quinta edizione di “Grappoli” ha segnato numeri da record nel panorama delle rassegne enoculturali siciliane, il vero cuore pulsante dell’approfondimento tecnico è stato rappresentato dalle sue attesissime masterclass d’eccellenza. Tra queste, l’incontro interamente dedicato ai grandi rossi dell’entroterra campano ha registrato un eccezionale viaggio sensoriale capace di unire idealmente la mineralità dell’Etna alle storiche complessità vulcaniche e argillose della Campania.

Sotto il titolo programmatico “Taburno e Taurasi: contaminazioni vulcaniche dell’Aglianico nell’entroterra campano”, la sessione di degustazione guidata ha riscosso un unanime e profondo apprezzamento da parte della platea di sommelier, addetti ai lavori e appassionati. A condurre i wine lovers lungo questa ricognizione enologica sono stati Simone Feoli e Danilo Trapanotto, dell’ ONAV, che con competenza e precisione tecnica hanno svelato le mille sfaccettature del vitigno principe del Meridione: l’Aglianico.

I calici sul banco d’assaggio restituiscono la straordinaria caratura delle bottiglie selezionate, una linea territoriale perfetta che ha messo a confronto le due grandi denominazioni campane (Aglianico del Taburno DOCG e Taurasi DOCG). Il Poggio – “Safinos” Aglianico del Taburno Rosso DOCG (2022): con un’apertura magistrale firmata dalla famiglia Fusco Viticultori, capace di esprimere tutta la fragranza giovanile, la vibrante freschezza e la tipica nota speziata del Taburno. Cantine Iannella – “Giova” Aglianico del Taburno DOCG: è questa un’etichetta storica che porta nel calice una struttura solida, un tannino fitto e avvolgente e un frutto scuro di grande eleganza. Cantine Tora – “L254” Aglianico del Taburno DOCG (2021): viene imbottigliato all’origine a Torrecuso, un rosso di grande stoffa e spessore, specchio fedele di un territorio che sa donare ai propri vini una naturale e profonda sapidità. Antica Irpinia – Taurasi DOCG: il passaggio nel territorio irpino ha svelato la maestosità del Taurasi, con un profilo olfattivo austero e profondo, dominato da note di macchia mediterranea, spezie scure e una trama tannica fitta e vellutata. Cortiglio – “Rocca Normanna” (Aglianico prodotto nel comune di Fontanarosa): contraddistinto dall’elegante simbolo della foglia in etichetta, questo vino interpreta magistralmente l’Aglianico nell’areale del Taurasi, nel calice esprime un’enorme finezza espressiva, un perfetto equilibrio tra freschezza e struttura, e una mineralità figlia dei terreni argilloso-calcarei della zona. Terredora Di Paolo – “Campore” Taurasi DOCG Riserva: è un vero e proprio monumento enologico. Una riserva di eccezionale complessità, dove il lungo affinamento esalta note terziarie di cuoio, tabacco, cacao e una freschezza balsamica che garantisce al vino una longevità straordinaria.

La masterclass ha ampiamente centrato l’obiettivo principale della manifestazione guidata dal direttore esecutivo Sergio Bellissimo e da tutto lo staff: creare ponti culturali tra i territori del Mediterraneo attraverso il linguaggio universale del vino che proiettano “Grappoli” tra gli eventi leader della divulgazione enoica in Sicilia.

R. Angelico