Successo di pubblico al Vinacria Ortigia Wine Fest 2025

Siracusa – Due giorni intensi, vibranti, popolari. Si chiude il sipario sulla seconda edizione di Vinacria – Ortigia Wine Fest, il festival che ha trasformato l’Antico Mercato di Ortigia in un grande, accogliente salotto dove il vino ha parlato la lingua di tutti. La missione “POP” – Popular, accessibile, inclusivo – non era solo uno slogan, ma la colonna sonora di un evento che ha vissuto della stessa energia della comunità che l’ha creato e affollato.

Nella giornata di domenica 23 novembre, con la Sala Archimede gremita per il convegno inaugurale “Un brindisi collettivo”, è stato chiaro a tutti: Vinacria è molto più di una fiera, è stato il racconto corale di una Sicilia vitivinicola che sceglie di mettersi in gioco, di dialogare, di costruire ponti. Un racconto che ha preso vita tra i banchi degli 89 espositori, dove il profumo dei vini si mescolava a quello dell’olio EVO di Mandredonne, Cutrera e Frantoi Ruta, e al nuovo, intrigante mondo degli spirits siciliani. Il pubblico, curioso ed eterogeneo, ha risposto con entusiasmo, partecipando attivamente alle masterclass e alle degustazioni guidate. Dai vini dolci con Cinzia Benzi alle riflessioni OFF DOC con Gianni Sinesi, dalle bollicine siciliane con Manlio Giustiniani al suggestivo dialogo transalpino tra i bianchi di Sicilia e Francia con Vittorio Viganò e Giada Capriotti: ogni momento è stato un tassello di un mosaico culturale complesso e affascinante. L’incontro con Robert Camuto e il suo “Altrove al Sud” ha aggiunto una profonda dimensione narrativa, ricordando a tutti che il vino è, prima di tutto, una storia di uomini e di terre.

Giada Capriotti, organizzatrice dell’evento insieme a Kiube Studios e Presidente dell’Associazione Vinacria, durante la conferenza stampa aveva ribadito con energia la forza collettiva del progetto affermando che «Vedere questa sala piena mi emoziona – ha dichiarato Capriotti – perché Vinacria è prima di tutto una comunità viva. Quest’anno ospiteremo 89 espositori, tra cantine siciliane e tre aziende olivicole dell’isola – Mandredonne, Cutrera e Frantoi Ruta – oltre a due grandi novità: l’ingresso del settore spirits con dieci eccellenze regionali e l’apertura al mondo delle distribuzioni nazionali e internazionali. Raccontiamo la Sicilia, ma vogliamo anche dialogare, connettere, costruire relazioni. È questo il cuore della famiglia di Vinacria e dei suoi “Amici”: una rete che cresce e crea valore».

Capriotti ha sottolineato l’importanza del tema 2025: POP, per un linguaggio Popular, accessibile, inclusivo, autentico, capace di parlare a tutti. «Il vino è cultura, ma negli ultimi anni è stato sovraccaricato da orpelli ridondanti, che lo hanno reso elitario. Noi vogliamo riportarlo tra la gente, farlo tornare emozione condivisa. Per questo Vinacria è POP: niente barriere, niente formalismi». «Anche la grafica segue questo concept – spiega Antonio Zanghì, CEO di Kiube Studios – colori intensi, forme libere, un’estetica che vibra e invita a partecipare».

L’ ultima giornata del lunedì 24, dedicata alla Giornata Professionale ha confermato anche la rilevanza dell’evento nell’agenda del settore. Buyer, ristoratori, distributori nazionali e internazionali e giornalisti hanno animato l’Antico Mercato, stringendo contatti, esplorando nuove etichette e confermando il ruolo di Vinacria come piattaforma strategica per il business e la conoscenza. Il focus sull’olio EVO a cura di IRVO ha ulteriormente arricchito il dibattito sulla qualità e l’identità agroalimentare siciliana.

Al centro di tutto, il lavoro instancabile dei produttori, veri protagonisti di questa festa. Hanno portato a Siracusa non solo le loro bottiglie, ma la loro passione, la loro resilienza, la visione di un’enologia che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Un ringraziamento speciale va a Giada Capriotti e a Kiube Studios per aver creduto e plasmato questa visione collettiva, e a tutti i partner, gli sponsor e le istituzioni – a partire dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura e dall’ARS – che hanno sostenuto con convinzione il progetto. La dimensione educativa, con la partecipazione degli studenti della Scuola Alberghiera “Federico II di Svevia”, e la rete degli “Amici di Vinacria” – dal FAI a Meraki, da Teruar all’Accademia di Belle Arti – hanno completato il quadro di un festival che è diventato un vero e proprio ecosistema culturale.

Mentre le luci nell’Antico Mercato si spengono, resta la sensazione palpabile di un’energia che continua a circolare. Vinacria 2025 ha mantenuto la promessa: ha tolto al vino ogni orpello elitario, lo ha restituito alla gente, alle emozioni condivise, al piacere semplice e profondo di un brindisi che unisce. Ha mostrato che la vera forza della Sicilia sta nella sua comunità, capace di accogliere, innovare e festeggiare la propria straordinaria bellezza. Il vino è tornato POP; e a Siracusa, ne abbiamo fatto festa. Alla prossima edizione.

RoAn