Les Bleus de travail: il docu-clown che incanta al Fringe Catania Off
Catania – C’è una verità universale, annunciata forse con un naso rosso e un sospiro, che apre lo spettacolo della compagnia Les Bleus de Travail: “La storia dei clown raccontata dai clown è pur sempre una storia da clown”. È da questo assunto, insieme umile e folle, che prende vita lo spettacolo per il Festival Fringe con le scatole, un cerchio e un tavolo, dell’acclamato lavoro di Laurent Barboux, Lionel Becimol e Alexandre Demay approdato nei palchi del Fringe Catania Off Festival dopo aver trionfato al Festival Off Avignone 2024.
Tenutosi presso ZO Centro Culture Contemporanee è andata in scena con maestria dei tre artefici, autori, registi e interpreti dello spettacolo clown, dove giocano, rivisitano, stravolgono e, infine, distruggono il ruolo stesso dell’intrattenitore con una sorta di documentario crudele ma divertito proprio sull’essere clown. L’arsenale a loro disposizione è volutamente essenziale, delle scatole, un cerchio e un tavolo. Sono gli unici oggetti di scena, eppure diventano l’intero universo della rappresentazione. Le scatole contengono mondi, segreti, fallimenti e trionfi; il cerchio delimita uno spazio magico e instabile di gioco; il tavolo è il palcoscenico sul palcoscenico, il luogo dove la comicità viene smontata e rimontata sotto i nostri occhi.
La forza di Barboux, Becimol e Demay sta nella loro capacità di trasformare lo spazio non solo in un gioco poetico e comico, ma in un’esperienza collettiva e surreale. Il pubblico non è semplicemente invitato a guardare, ma diventa parte integrante della scena.
Con il supporto delle musiche di Carmino D’Angelo e dei costumi di Nathalie Tomasina, che contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra il quotidiano e l’onirico, i tre clown portano avanti la loro indagine. È una clownerie che riflette su se stessa, che si interroga sui propri meccanismi, e che, nel farlo, non può che sfociare in un’assoluta, delirante e commovente poesia.
Les Bleus de travail che porta in scena non è solo uno spettacolo da vedere, ma è un’esperienza di clownerie surreale e coinvolgente che lascia un segno. l’unico modo è indossare un naso rosso e avere il coraggio di mettere in scena, con divertita crudeltà, la propria stessa fine.
Foti/Arena

