Les Voyages Fantastiques: al Fringe OFF il cinema muto rivive con Verne e Méliès

Catania –  Il teatro si trasforma in una macchina del tempo e il cinema ritorna alle sue origini più magiche e visionarie. Dal 16 al 19 ottobre è andato in scena nel Teatro Vitaliano Brancati, all’interno del cartellone del Fringe Catania OFF, uno spettacolo che è stato un vero incantesimo: “LES VOYAGES FANTASTIQUES – DE JULES VERNE À MÉLIÈS“; a portarlo in scena è stata la compagnia francese Les trottoirs du hasard, con un ensemble di attori e creativi: Amaury Jaubert, Sébastien Bergery, Iban Bergery, Héloïse Zahedi, Alexandre Guérin, Antoine Théry e Kalou Florsheimer, guidati dalla regia di Ned Grüjic.

Il concept dello spettacolo è stato un geniale doppio binario nel mondo della fantasia ed anche nel rievocare visioni di un cinema muto dei primi del secolo. “Les Voyages Fantastiques” mette in scena i racconti dei viaggi più belli immaginati da Jules Verne attraverso gli occhi, la tecnica e la genialità di Georges Méliès, il primo mago del cinema, il pioniere degli effetti speciali.

Il pubblico non si è limitato nel vedere una rappresentazione, ma si è ritrovato indietro nel tempo, nel set di uno studio cinematografico dei primissimi del novecento; e lì che la magia ha preso forma con Georges Méliès in persona e la sua colorata troupe dove hanno girato, davanti agli occhi stupiti degli spettatori, tre cortometraggi tratti dalle opere immortali di Verne: “Dalla Terra alla Luna”“Viaggio al centro della Terra” e “Ventimila leghe sotto i mari”. Il cuore pulsante dello spettacolo è stato proprio questo: assistere in diretta alla creazione dell’illusione. Méliès e i suoi attori si sono cimentati nel cambiare scene davanti al pubblico tra oggetti e meccanismi e le quinte progettati per creare quelle immagini che, all’epoca, lasciavano gli spettatori a bocca aperta. Scene dove si sono materializzati fondali oceanici, crateri lunari, razzi e mostri di ogni genere, tutti frutto di pura artigianalità teatrale. Invenzioni, effetti speciali, magia, illusionismo, ombre e marionette sono stati gli strumenti al servizio di attori che, con maestria, hanno rivisitato codici espressionisti e grotteschi del cinema muto. Un lavoro di ricostruzione filologica e di pura poesia visiva, accompagnato dalle note dei grandi compositori che hanno segnato quell’era, come Satie, Debussy, Stravinsky, Saint-Saëns, Bach e Čajkovskij.

“Les Voyages Fantastiques” è stato più di uno spettacolo; è un omaggio all’epoca in cui la fantasia, per diventare realtà, aveva bisogno solo di ingegno, cartapesta e un po’ di polvere di stelle. È un invito a riscoprire lo stupore infantile di fronte al miracolo delle immagini in movimento, un viaggio fantastico due volte: nelle storie senza tempo di Verne e nella mente visionaria di colui che ha dato loro una delle prime vite sullo schermo, e non per nulla in sala molti dei bambini presenti hanno scoperto per la prima volta il “Teatro”.

RoAn